Ezio Mauro

Ezio Mauro,
nato a Dronero (CN), ha iniziato la professione di giornalista nel 1972 alla Gazzetta del Popolo di Torino, seguendo, tra l’altro, le vicende legate al terrorismo politico. È poi passato a La Stampa, a Roma, come inviato di politica interna. Sempre per La Stampa ha svolto servizi e inchieste all’estero, in particolare negli Stati Uniti.
Nel 1988 ha iniziato la sua collaborazione con la Repubblica, come corrispondente dall’Urss, con base a Mosca. Per tre anni ha seguito la grande trasformazione di quel Paese nel periodo della Perestrojka, viaggiando nelle Repubbliche dell’Unione Sovietica. Il 26 giugno 1990 è tornato a La Stampa come condirettore, per poi assumere la carica di direttore il 6 settembre 1992. Il 6 maggio 1996 diventa direttore di Repubblica.
Nell’ottobre 2009 la Harvard Kennedy School, centro di formazione del personale di governo, e la Nieman Foundation for Journalism di Harvard, gli hanno assegnato un encomio in riconoscimento del ruolo svolto da Repubblica “in un momento di grave pericolo per la libertà di stampa in Italia”.

Nel 2011 pubblica con Gustavo Zagrebelsky La felicità della democrazia. Un dialogo, edito da Laterza, e nel 2015 Babel, il suo dialogo sulla democrazia con Zygmunt Bauman, sempre edito da Laterza.
Il 14 gennaio 2016 lascia la direzione di Repubblica con cui collabora come editorialista. Lo spettacolo Thyssen – Opera sonora gli è valso il premio Anmil 2017. Ha pubblicato L’anno del ferro e del fuoco. Cronache di una rivoluzione (2017), L’uomo bianco (2018), Anime prigioniere. Cronache dal muro di Berlino (2019), Liberi dal male (2020), La dannazione (2021), Lo scrittore senza nome (2021). Nel 2018 è uscito in edicola – a puntate e poi in un unico volume – il suo reportage sul rapimento Moro Aldo Moro. Cronache di un sequestro. Il suo libro più recente è L’anno del fascismo (2022).

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Ezio Mauro
was born in Dronero (CN). He started his career in journalism in 1972 at the newspaper Gazzetta del Popolo in Turin, covering, among other things, cases related to political terrorism. Then, he became a political reporter in Rome for La Stampa, for which he was also a foreign correspondent, writing stories and conducting investigative reports in the United States.
In 1988, he started contributing to the newspaper la Repubblica, writing from Moscow. For three years, he followed the incredible transformation of the country during the Perestrojka by traveling across the Republics of the Soviet Union. On June 26, 1990 he re-joined La Stampa, becoming its editor-in-chief two years later. On May 6, 1996 he became the editor-in-chief of la Repubblica.
In October 2009, the Harvard Kennedy School and the Harvard Nieman Foundation for Journalism gave him a recognition for the role played by la Repubblica “in a moment of great danger to free press in Italy”.

In 2011, he published La felicità della democrazia. Un dialogo, with Gustavo Zagrebelsky, and in 2015 Babel, his dialogue on democracy with Zygmunt Bauman.
On January 14, 2016 he left his place as editor-in-chief of la Repubblica, but he still contributes to it. He has published L’anno del ferro e del fuoco. Cronache di una rivoluzione (2017), L’uomo bianco (2018), Anime prigioniere. Cronache dal muro di Berlino (2019), Liberi dal male (2020), La dannazione (2020), Lo scrittore senza nome (2021)His most recent book is .

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